Chárōn

«Il cuore di Caronte, gonfio d’ira, si mise in pace: egli non disse più nulla. Contemplando il dono venerabile del fatale virgulto, che non aveva visto da tanto tempo, il nocchiere volse la poppa bruna, s’avvicinò alla riva»

(Eneide, VI 506-511)

[ENG below]

Chárōn è un progetto in collaborazione con Vincenzo Zancana e Marta di Donna, una riflessione sulla probematica degli incendi boschivi.

Figlio di Erebo e Notte, Caronte traghetta le anime dei defunti al di là dell’Acheronte, verso l’Ade. Allo stesso modo Marta Di Donna, Francesca Mussi e Vincenzo Zancana trasportano verso la loro estrema dimora i corpi esanimi di alberi e piante.

I grandi tronchi ed i rami presenti in Chárōn (progetto patrocinato da ERSAF – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) sono stati prelevati dalla riserva naturale Sasso Malascarpa, nella provincia di Como, a seguito dell’incendio avvenuto nel gennaio 2017.

Invaso dall’odore di cenere e carbone, Spazio SERRA diventa un luogo di raccoglimento, un cenotafio per rendere l’ultimo ossequio ai corpi arsi in silenzio. Su una delle pareti vetrate del memoriale è riportata una lunga lista che documenta gli incendi avvenuti in Italia nel corso dell’ultimo anno.

Alcune parti dei rami sono state ricostruite con fogli e tubi dorati a ricordare quel ramo d’oro che Enea, su consiglio della Sibilla Cumana, offre a Proserpina per assicurarsi il passaggio nel mondo dei morti.

L’installazione è completata da quattro video realizzati con le riprese fatte nei mesi successivi al prelievo dei rami nella riserva naturale. Una voce femminile legge dei passi tratti dal romanzo di Ray Bradbury Fahrenheit 451, un monologo sull’importanza di lasciare qualcosa dopo la morte.

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The project is a trio show in collaboration with Vincenzo Zancana and Marta di Donna and sponsored by ERSAF – Regional Agency for Agriculture and Forestry Services. It is a reflection on the issue of forest fires.

Son of Erebus and Notte, Chárōn ferries souls of the dead beyond the river Acheron, towards Hades. In the same way, Marta Di Donna, Francesca Mussi and Vincenzo Zancana carried the lifeless brunches of trees and plants towards their last home.

The big trunks and branches present in Chárōn were taken from the Sasso Malascarpa natural reserve, next Como (IT), after the big fire that hit the area in January 2017 .
Invaded by the smell of ash and coal, Spazio SERRA becomes a place of meditation, a cenotaph to give the last homage to the trees burned in silence. On one of the glass walls of the space there is a long printed list documents the fires that occurred in Italy over the last year.
The artists reconstructed some parts of the branches with sheets and gilded tubes to remember the golden branch that Enea, on the advice of the Sibilla Cumana, offered to Proserpina to ensure the passage in the world of the dead.
The installation is completed by four videos shots afterwards the fire. A female voice reads extracts from the novel Fahrenheit 451 by Ray Bradbury : a monologue on the importance of leaving something after death.