Chárōn

FEROCIA ILLUMINATA, Kunstschau, Lecce, 2021
CHáRōN, Spazio Serra, Milano, 2018

Chárōn è un progetto espositivo degli artisti visivi Marta Di Donna, Francesca Mussi e Vincenzo Zancana, essi lavorano su diverse problematiche ambientali come incendi boschivi, il disboscamento e il cambiamento del paesaggio nella antropocene contemporanea.
Espongono la loro prima installazione nel 2018 a Spazio Serra in seguito a un periodo in Italia in cui si sono persi 74.965 ettari di boschi bruciati in soli sette mesi. L’intervento nella ex-edicola consistette di prelevare del materiale carbonizzato direttamente sul campo, prima dell’azione di bonifica del territorio, collaborando con l’ente Ambientale Ersaf.
L’intento degli artisti è di mettere in gioco la propria responsabilità artistica, risvegliando la sensibilità pubblica. Costante è l’utilizzo di materiale locale, la ricombinazione dei residui organici, l’utilizzo di vari media come fotografia, stampa, video e installazione. La loro seconda mostra viene costruita nello spazio di Kunschscau a Lecce, in cui fa da sfondo la ormai tristissima realtà del disseccamento degli ulivi. L’osservatore entra nello spazio immergendosi in un aggressivo colore rosso e si pone davanti a un quesito irrisolto, che riguarda l’uomo intrappolato nel problema generato da lui stesso: Cui Prodest?

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Chárōn is an exhibition project by visual artists Marta Di Donna, Francesca Mussi and Vincenzo Zancana, they work on various environmental issues such as forest fires, deforestation and landscape changes in the contemporary anthropocene.
They exhibit their first installation in 2018 at Spazio Serra following a period in Italy in which 74,965 hectares of forests were lost in just seven months. The intervention in the former newsstand consisted on removing the charred material directly from the field, before the land renewing actions, collaborating with the Environmental local institution ERSAF.
The intent of the artists is to move the art’s responsibility, awakening public sensibility. The use of local material, the recombination of organic residues, the use of various media such as photography, print, video and installation is their constant. Their second exhibition is shown in Kunschscau space in Lecce. This latter speaks about the sad reality of the drying of the olive trees – millennial monoculture – hit by Xylella bacteria. By entering the space, the observer is plunged into the red light and he is faced with an unsolved question: “Cui Prodest?”